In Italia la prima pietra verso la parità uomo-donna fu sicuramente il riconoscimento del diritto al voto delle donne nel 1945, crescendo e diventando una vera battaglia sociale per i diritti delle donne negli anni ’70 che ha attraversato tutti i momenti salienti dell’evoluzione culturale di tutti gli strati sociali contribuendo all’emancipazione ed alla crescita degli stessi.
In quegli anni il movimento sindacale ha dato un contributo essenziale al miglioramento della condizione femminile con le battaglie svolte a sostegno delle donne e alla tutela delle lavoratrici madri. Questa presa di coscienza ha apportato risultati importanti anche sulla crescita professionale delle donne ma ciò nonostante osserviamo tutti che il divario retributivo , professionale e di ruolo continua ad essere significativo con una conseguente ricaduta negativa anche sui livelli pensionistici .
Ad oggi una vera parità di genere che riconosca appieno il valore della donna deve ancora addivenire e se è vero che spetta in primis ai movimenti delle donne rivendicarla è necessario che tutto il mondo dell’associazionismo , del sindacato e di tutta la società civile si attenzioni per contribuire alla sua realizzazione., perchè se la “risorsa“ donna è fondamentale per tutta la società bisogna impegnarsi per fare attivare non interventi una tantum ma provvedimenti e sostegni che diventano possibili solo con una classe politica realmente interessata a realizzare la parità di genere.
Fortunata Canta, Responsabile Coordinamento Donne e Politiche di Genere FNP CISL Caserta
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